Negli ultimi anni sono venuti alla ribalta, ovunque, due fatti di grande rilevanza. Da una parte si assiste ad una sempre maggiore espansione del consumo di prodotti di qualità, soprattutto quelli certificati e supportati da un marchio, dall'altra si parla sempre più della possibilità di arrivare ad essi tramite forme di commercializzazione nuove, in particolare il commercio elettronico, comunemente noto come e-commerce, ma anche attraverso altre forme di vendita.
I tentativi che vengono fatti in direzione dell'e-commerce appaiono sempre più numerosi in quanto i vantaggi impliciti in questa modalità di commercio sono notevoli. Ci sono alcuni paesi dove esso è già affermato e continua ad essere in forte espansione. In altri, Italia compresa, questo deve ancora avvenire. Mentre in Italia, in alcuni settori, si è giunti a mercati più o meno maturi, in altri si è, tutto sommato, ancora nella fase iniziale. La vendita dei prodotti tipici appare essere in quest'ultima fase.
L'idea da parte della Garganoverde srl di realizzare un studio di fattibilità di un progetto pilota, rivolto a praticare forme di commercializzazione innovativa dei prodotti tipici del Gargano e che diano un quadro unitario e di prospettiva alle esperienze accumulate negli anni dalla GV di San Marco in Lamis.
I problemi che si riscontrano nella produzione e commercializzazione
Cosa sono i prodotti tipici.
In genere con questa locuzione si intendono prodotti derivanti direttamente dalla terra e dagli animali come materia prima oppure prodotti derivanti dalla trasformazione delle materie prime e annoverati genericamente nel settore agro-alimentare. Tra questi si tende a far rientrare anche prodotti artigianali realizzati con materie prime derivanti dal settore primario (oggettistica in legno, tessuti, ecc.) e, per estensione, prodotti dell'artigianato in genere (ferro battuto, oreficeria, ceramica, ecc.). Cioè, si tende a far rientrare sotto un'unica denominazione, tutto ciò che costituisce risorsa vendibile connotata sotto un certo modo.
Ciò che connota questo tipo di beni e risorse è la loro produzione in loco con metodi rispettosi dell'ambiente, della salute dei lavoratori dediti alla loro produzione e della salute dei consumatori e che, in genere, si fanno risalire alla produzione tradizionale, opposta a quella cosiddetta convenzionale, derivante dai processi tecnologici introdotti in agricoltura, più o meno, negli ultimi 50 anni. Si tratta, quindi, di prodotti di qualità ottenuti con tecniche produttive tradizionali.
La produzione presente sul Gargano
I prodotti che è possibile rinvenire, e quindi commercializzare, in quantità apprezzabile per organizzare vendite di un certo respiro e in forme (confezioni) e pezzature adeguate sono i seguenti: olio, vino, conserve (sottoli e marmellate), formaggi, liquori, prodotti da forno.
Vi sono alcuni presidi di qualità, quali quelli catalogati da Slow Food, ma non sempre è possibili trovarli.
Riguardo alla produzione artigianale, la tradizione ha tramandato una lunga serie di prodotti. Tuttavia, essa, al di là di qualche caso particolare (tessuti di Carpino) non sembra tale da alimentare un commercio organizzato. Anzi, si deve sottolineare il fatto che spesso si assiste alla proposta di oggettistica di scarsa qualità che nulla ha a che fare con la tradizione artigiana locale. Si tratta, per dirla in altri termini, per lo più di "cineserie" di qualità bassa vendute a prezzi altrettanto bassi.
I circuiti di vendita presenti
I prodotti tipici sono venduti direttamente presso le aziende che li producono. In generale, ogni azienda vende i suoi prodotti. Si assiste talora, presso lo spaccio aziendale, anche alla esposizione di prodotti di altri produttori, ma l'impressione generale è che ognuno pensa alla "sua" situazione con il risultato che si ha una realtà commerciale molto frammentata.
C'è qualche circuito, come quello rappresentato da alcune aziende agrituristiche associate, dove è possibile trovare prodotti tipici. E' però singolare, per non dire deprimente, constatare che, accanto alle produzioni aziendali (per esempio formaggi, biscotti, ecc.), si assiste alla vendita di prodotti (esempio sottoli) non della zona, il che è il male minore, ma soprattutto alla vendita di prodotti industriali, con utilizzo di olio di semi e "olio di oliva" e conservanti vari, spacciati per prodotti tipici.
La cosa più preoccupante di questo fatto è che esso dà la percezione macroscopica di quanto ancora resta da fare e quanto ancora sia distante l'idea di trovare, andando in una qualsiasi parte del Gargano, prodotti tipici veri, corredati di materiali informativi adeguati e proposti in forme ed ambienti adeguati.
Mancano del tutto centri di commercializzazione mirati.
Maggiore affidabilità danno le aziende che fanno parte di un consorzio dedito alle produzioni biologiche.
Approvvigionamento dei prodotti
Le aziende dedite alla produzione di prodotti tipici non sono molte. Non sempre sono disponibili in tempi brevi i prodotti che l'azienda è in grado di realizzare; non sempre è possibile trovare in azienda qualcuno in grado di fornire il prodotto; le perdite di tempo da parte di chi vuole approvvigionarsi sono notevoli; la diffidenza nei confronti di chi si avvicina con l'intenzione di voler entrare nel loro mondo è manifestata in modo inconsapevole, forse, ma evidente. Pare che ognuno abbia il timore che venga rivelato il "segreto di Stato".
In linea generale, si percepisce un sistema produttivo poco strutturato, difficilmente in grado di soddisfare anche la domanda di un semplice negozio che voglia dedicarsi a questo tipo di commercio. La strada da percorrere, per arrivare a un quadro di riferimento soddisfacente per tutti (produttori, commercianti, acquirenti) è ancora tanta.
Produttori o commercianti
I produttori che realizzano i prodotti tipici devono decidersi su cosa vogliono fare. Ognuno di loro pensa di realizzare tutte le fasi della filiera: produzione, trasformazione, promozione, commercializzazione senza averne la professionalità e i mezzi sufficienti. Finiscono col non svolgere bene nessuna di queste fasi. Molte volte, a dir la verità, non si tratta di una scelta voluta, ma di una pura necessità imposta dalle circostanze e dalle piccole dimensioni del comparto.
E' singolare, comunque, notare qualche fatto che qui si riporta come esempio: l'offerta di prodotti ad acquirenti al minuto e a commercianti allo stesso prezzo o con differenze ridicole, sull'ordine del 10-20 %. Ne deriva che, se qualcuno vuole organizzare una commercializzazione dei prodotti, si trova come concorrente imbattibile il suo fornitore in quanto, con i margini proposti, non riesce nemmeno a coprire le spese. In questo modo non ci sarà crescita per nessuno: il produttore non riuscirà mai a decidersi se pensare a produrre, a organizzare le fiere, a vendere al minuto. Meno che mai avrà tempo di impostare un commercio on-line in quanto non riuscirà neanche a leggere la posta. Un commerciante non prenderà mai seriamente in considerazione la possibilità di stabilire accordi duraturi e convenienti per entrambi.
Esperienze maturate dalla Garganoverde srl nelle forme di commercializzazione innovative.
Esse costituiscono il punto di partenza per la proposizione del presente studio di fattibilità.
Sin dalla sua nascita la Garganoverde srl ha scelto di promuovere le
risorse del Gargano, in particolare i suoi aspetti naturalistici e
culturali da una parte e quelli produttivi dall'altra. Per la
realizzazione di questa finalità, cioè per la promozione e la vendita
delle risorse del Gargano, ha puntato sull'utilizzo delle nuove
tecnologie che costituiscono, tra l'altro, una parte integrante del suo
lavoro e, in generale, uno dei due pilastri della sua attività:
produzione di siti web, portali telematici, realizzazione di contenuti
per il web, realizzazione di prodotti editoriali (libri - flora del
Gargano, attività tipiche dei Parchi Nazionali, Aree Marine Protette -)
e multimediali (CD e DVD, tutti aventi per argomenti la natura e la
cultura del Gargano).
Il secondo pilastro dell'attività della Garganoverde srl è costituito, invece, dalla vendita di prodotti tipici. Si è puntato direttamente sulla vendita on-line a livello nazionale ed internazionale e sulla organizzazione di vendite a gruppi di acquisto, saltando del tutto la vendita in negozi a punto fisso.
Si era ritenuto che i tempi fossero maturi per poter portare a termine con successo un simile tentativo. Alla base di questo ragionamento c'era la convinzione che, basandosi su una buona visibilità sul Web, offerta da diversi portali tematici in grado di assicurare circa 1.000 visite uniche giornaliere e con oltre 5.000 pagine viste al giorno, ci fosse la possibilità di indirizzare parte di queste visite verso l'acquisto di prodotti di qualità, offerti in vendita sullo stesso portale.
L'obiettivo è stato realizzato, ma non nella misura attesa. Il che ha indotto la Garganoverde srl a pensare a un cambiamento di rotta nelle sue strategie. In particolare, tra i motivi che hanno indotto tale mutamento di atteggiamento, ci sono:
I costi di trasporto
Essi, in Italia, sono
sostenibili mentre, all'estero, sono proibitivi. Prendiamo ad esempio
l'acquisto di una lattina da 5 litri di olio extravergine di oliva e di
due confezioni di carciofini sottolio da 340 grammi. Il valore
dell'acquisto è di € 51.98, il peso lordo da trasportare è di Kg 7,3 +
imballaggio. I costi di trasporto per un cliente in Italia (abbonamento
ad SDA - tariffa fino a Kg. 15) ammontano a € 12.50; per lo stesso
acquisto in Germania ammontano (formula Quick Pack Europe delle Poste
Italiane - servizio gestito anch'esso da SDA) a € 43,80; in Svizzera e
Norvegia a € 51,95.
Alcune normative internazionali
L'esportazione
in Usa è praticamente impossibile per i piccoli operatori a causa delle
restrizioni imposte dall'Antiterrorism Act e dalle tariffe chieste dai
pochi vettori abilitati ad effettuare questo tipo di trasporto (circa €
250 per € 100 di prodotti).
Altro elemento da considerare è
relativo alla etichettatura dei prodotti. Per il mercato USA, canadese
ed australiano le normative relative alle etichette sono completamente
diverse e sono regolate da norme molto severe. Ogni prodotto
(all'infuori degli alcolici) deve avere ben in evidenza i cosiddetti
Nutritional Facts. Questi devono essere stampati secondo regole
rigidissime (font, grandezze dei caratteri, formattazione del testo
ecc.) e da esperienze maturate sul campo possiamo dire che la
stragrande maggioranza dei piccoli produttori non è in grado di
risolvere questi problemi. E' da considerare che ogni singolo prodotto
deve essere necessariamente sottoposto a costose analisi di laboratorio
(ca. € 250.00 x analisi), in quanto le dogane sono severissime e molto
pignole, almeno all'inizio dell'esportazione. Questo, ovviamente, a
condizione che le procedure siano effettuate da operatori registrati
nei luoghi di importazione. I costi di trasporto rappresentano un
elemento importantissimo in questo business.
Questa situazione ha portato la Garganoverde ad abbandonare il mercato nordamericano.
Una più incisiva azione nei confronti dei mercati internazionali avrebbe bisogno di un più strutturato retroterra produttivo e culturale e di azioni di marketing e supporto finanziario che privilegino i soggetti produttori ed esportatori.
