da "IL SOLE24ORE.COM" del 9 Aprile 2008
di Giulia Crivelli
Nel 2008 le vendite online continueranno a crescere a due cifre su entrambe le sponde dell'Atlantico. I dati più incoraggianti sono di ieri e vengono dagli Stati Uniti, il Paese che ha inventato l'e-commerce e dove il 94% delle persone che hanno accesso a internet fanno almeno un acquisto all'anno. Nel 2008 i negozi virtuali americani venderanno il 17% in più rispetto al 2007, passando da 174,5 miliardi di dollari di incassi a 204 (pari a 129 miliardi di euro). Stando agli ultimi dati elaborati da Forrester Research per il colosso Shop.org, la crescita riguarderà ogni tipologia di prodotto, dall'abbigliamento e accessori alle automobili, dai viaggi ai computer ai libri. Meno rosee le prospettive dei negozi nel mondo reale: i dati americani sulle vendite al dettaglio di marzo verranno annunciati domani e la maggior parte degli analisti interpellati ieri dalla Cnn si aspetta, nella migliore delle ipotesi, un risultato stabile rispetto a febbraio. Le ragioni del successo dell'e-commerce, secondo le opinioni raccolte da Forrester tra i retailer online, sono sostanzialmente due: la possibilità di risparmiare e la varietà dell'offerta. Alle classi medie, quelle maggiormente colpite dal rallentamento economico, internet consente di andare a caccia del prodotto più conveniente e di risparmiare fino al 20% sui prezzi praticati nei negozi. Le persone meno toccate dalla crisi, invece, continuano a non avere grossi vincoli di bilancio e apprezzano sempre di più la possibilità di scegliere non tanto tra prezzi diversi quanto in una gamma pressochè infinita di prodotti. La crescita ci sarà anche in Europa e in Italia, dove nel 2007 l'e-commerce ha fatturato 4,868 miliardi di euro (+42% rispetto al 2006) e dove la performance migliore è stata quello del turismo, che assorbe il 48,7% del fatturato complessivo, con vendite in aumento di circa 800 milioni di euro rispetto al 2006. Secondo uno studio presentato da Expedia e Casaleggio e Associati, i margini di sviluppo dell'e-commerce nel nostro Paese sono enormi: nel 2007 le vendite online sono state solo lo 0,49% delle vendite al dettaglio complessive, contro il 6% della Gran Bretagna, considerata il motore europeo dell'e-commerce. Dopo il turismo, il settore in cui si concentrano gli acquisti sono l'elettronica di consumo (13,4% del totale) e le assicurazioni (12,6%). Paradossalmente, in Italia la moda è ferma all'1,8%, ma potrebbe essere tra i settori con il maggior sviluppo: negli ultimi mesi marchi come Emporio Armani, Prada, Stone Island e C.P. Company hanno potenziato o creato ex novo piattaforme per l'e-commerce. Anche se l'idea più innovativa è quella di H&M: il colosso svedese della moda low cost proporrà a breve l'acquisto via sms. Basterà sfogliare l'immenso catalogo H&M, scegliere articolo ed eventuale colore e taglia, inviare un messaggio indicando il codice associato alla scelta. Potrebbero bastare poche ore dall'acquisto all'arrivo della merce, senza neppure bisogno di accendere il computer.
